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Nuoro, comune della Sardegna centrale, capoluogo di provincia, situato su un altopiano granitico (altopiano di Nuoro) a 532m. d'altezza, tra l'alto corso dei torrenti Isalle e Rio di Oliena (alto bacino del Cedrino); 192,3 Km2; 37.986 ab. (Nuoresi). Sede Vescovile.
La città dominata dal roccioso Ortobene (955 m), “su monte” dei Nuoresi, è in ottima posizione, panoramica e salubre.
Nella cattedrale ottocentesca di Santa Maria della Neve è conservata una notevole tela di A. Tiarini (il Cristo morto). Interessante museo regionale del costume.
Nel vecchio rione di San Pietro, casa natale di Grazia Deledda, premio Nobel 1926.
Accanto al nucleo antico della città si è sviluppata verso ovest e SO la parte moderna, con nuovi quartieri e costruzioni dell'edilizia pubblica (palazzo di giustizia) e privata.
Ai piedi dell'Ortobene è la chiesetta della Solitudine, con la tomba della Deledda, sul colle di Sant'Onofrio, bel parco pubblico.
Fra il censimento del 1951 e quello del 1981, la popolazione del capoluogo è più che raddoppiata passando da 17.000 a 37.000 abitanti; in seguito il ritmo di crescita è notevolmente rallentato, per poi stabilizzarsi sui valori attuali (37.527 ab. Al censimento 1991).
Centro agricolo-commerciale (vini, olio, frutta, bestiame), Nuoro ha industrie alimentari (pastifici, industrie lattiero-casearie, ecc.), costruzioni elettriche, edili, tipografie, industrie del legno e meccaniche. Notevole importanza hanno pure l'artigianato e il turismo. Che trae ulteriori benefici dall'istituzione del Parco del Gennargentu.
La città è infatti località di soggiorno estivo e centro di escursioni (caccia). Il settore terziario occupa, assieme al pubblico Impiego, la grande maggioranza della popolazione attiva, mascherando sacche di sottoccupazione e precariato. L'apparato produttivo ha mostrato una discreta vivacità nel settore edilizio legato all'espansione Urbane.
Grande manifestazione annuale è la Sagra del Redentore (29 Agosto), con Festival del folclore e premio letterario Grazia Deledda.
-La provincia di Nuoro si estende tra le province di Cagliari a Sud, di Oristano a Ovest e di Sassari a Nord su un terreno prevalentemente montuoso o collinare, culminante nel massiccio del Gennargentu; Nuoro si trova geograficamente nella latitudine 40°191 e nella longitudine orientale dal meridiano di Cagliari 0°141. Siede in un appendice del grande altopiano della Barbagia Bithi presso alla falda Occidentale del Monte Ortobene, che è capo d'una catena di colline, stesa verso il levante, sopra il terreno sabbioso delle rocce granitiche, dalle quali si compone la massa di queste montagne. Il suo orizzonte chiuso dal detto Ortobene a levante è aperto alle altre parti, perché la vista si può distendere a lunghissimo raggio sino a' lontani suoi termini delle eminenze della Barbagia, Ollolai, e de' monti del Goceano. Vi dominano tutti i venti eccettuati quelli d'Oriente: le tempeste vi sono frequenti nella primavera ed Estate, e nell'inverno le nevi, che talvolta restano a coprire il suolo per più giorni.
Il levante e il grecale soglion dare la pioggia, la quale comincia a venire per l'ordinario dopo la metà d'Agosto spesso preceduta o susseguita dalla nebbia, che è sempre innocua. Nell'Estate il calore, che in qualche anno è di pochi giorni, è assai forte se non si temperi da'venti, e nell'inverno molto sentito il freddo.
Nella prima stagione il termometro segna talvolta il 28°, nell'inverno l'ordinario limite è di 5 in certi giorni e in certe ore -4. Il ghiaccio non può ispessire più di 0,03. Le variazioni di temperatura in tempo estivo, primaverile e autunnale per l'influenza del vento Congiante sono molto notevoli a causa agli imprudenti, che non hanno sempre ben difesa la persona e non preparati a siffatti squilibri, di raffreddori e di infiammazioni pericolose. Accade nell'Agosto che debbasi riprendere il mantello d'inverno, e allora piace restare intorno al focolare come nel Dicembre. L'aria è in ogni tempo pura di miasmi, non sorgendo fin là dalle basse valli i maligni effluvi, che vi si possono generare.
La provincia di Nuoro è bagnata a est dal tirreno (Baronia, Ogliastra) e a Ovest per breve tratto, dal mediterraneo; 7.044 Km2; 272.985 ab. (39 ab. per Km2) distribuiti in 100 comuni. La popolazione della provincia, dopo aver toccato nel 1967 un massimo di 285.000 abitanti; è poi sensibilmente diminuita a causa del perdurante fenomeno di emigrazione verso l'Italia continentale e verso l'Estero, nonché per la cessione di parte del territorio alla nuova provincia di Oristano, costituita nel 1974, fino a scendere intorno alle 267.000 unità. Una volta ridotto e quasi annullato il flusso migratorio, la tendenza è tornata positiva nel corso degli anni 90.
Il territorio provinciale comprende il bacino del Cedrino, ma è pure bagnato in parte, dal Flumendosa e dal Tirso. Il territorio è costituito dalla parte più impervia e più pittoresca dell'isola (Barbagia, Nuorese, altopiano di Bithi, ecc.), in cui meglio si sono conservati costumi e secolari tradizioni isolane. L'economia è ancora fortemente pastorale, con intenso allevamento ovino (pascolo estensivo, transumanza). Notevole è la produzione di vini tipici e pregiati (di Oliena, Lanusei, Bosa, Tortolì). Isolati poli di sviluppo industriale (impianti petrolchimici, filature di Siniscola, zone industriali di Macomer e di Tortolì-Arbatax ecc.) sono sorti qua e là nella provincia. Il contributo dell'industria è leggermente inferiore a quello della pubblica amministrazione, la cui quota, oltre il 20%, è fra le più alte d'Italia assieme a quella di Roma.
Fallito il tentativo, di creare, a circa 30 km dal capoluogo, nella zona di Ottana, un polo industriale, la provincia rimane una delle zone più povere ed emarginate d'Italia. Sulla costa Orientale hanno sviluppato un economia turistica i comuni di Tortolì, Dorgali, Siniscola. Appartiene alla provincia anche un lembo della costa Occidentale, con la cittadina di Bosa, anch'essa dotata di una discreta attrezzatura, ricettiva. Prodotti dell'artigianato sono i tessuti di orbace, lino, tappeti, arazzi, cuoi lavorati, terrecotte, ferri battuti, filigrane, ecc.
Centri principali: Macomer, Siniscola, Bosa e Tortolì.
-St. Di origine medievale, l'ant. Nùgoro fu sede vescovile fin dal XII sec.; soppressa da Alessandro VI nel 1495 la diocesi di Nuoro (annessa a Cagliari), la città divenne importante solo nel XVIII sec., allorché venne ristabilita la sede Vescovile (1779). Capoluogo di una delle 3 circoscrizioni amministrative della Sardegna dal 1848 al 1859, divenne definitivamente capoluogo di provincia solo nel 1926, iniziando un notevole sviluppo urbanistico e demografico.
Quell'ordine che risulta dal disordine
Nuoro è situata nel punto in cui il monte Ortobene forma quasi un istmo, diventando altopiano: da un lato la valle di Marreri, dall'altro le miti valli di Isporòsile, che finisce in pianura, e sotto la grande guardia dei monti di Oliena, dilaga fino a Galtellì e al mare.
Prottetta dal colle di Sant'Onofrio, Nuoro comincia dalla chiesetta della Solitudine, che sorge su quest'istmo, scende dolcemente verso il Ponte di Ferro, dove pare che finisca, e invece ricomincia subito dopo una breve salita per morire davvero poco prima del Quadrivio, un nodo del quale si dipartono le strade verso l'interno. È in quest'ultimo tratto che sorge la prima parte di Nuoro. Si chiama Seuna, e sorge per modo di dire perché un nugolo di casette basse, disposte senz'ordine, o con quell'ordine meraviglioso che risulta dal disordine, tutte a un piano, di una o, le più ricche, di due stanze col tetto di tegole arrugginite, lo spiovente verso la cortita dal pavimento di terra come Dio le ha fatte, il cortile chiuso da un muro a secco come si chiudono le tonche, l'apertura verso la strada sbarrata da un tronco messo di traverso, e davanti a questa singolare porta quel capolavoro di arte astratto che è il carro sardo. Questo diventa un carro quando gli sono aggiogati i buoi.
Manuela Ladu
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