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Ecco gli altri motivi del perche' detesto tagliarmi i
capelli.
Quand'ero bambino , mia madre mi ha tagliato i capelli per parecchi , orribili anni ,
usando un'enorme , bruttissima macchinetta elettrica marrone che sembrava uno di quegli
strumenti di tortura che si vedevano nei vecchi telefilm di Buck Rogers.
Sentivo , istintivamente , che da quell' arnese non poteva venire fuori un bel taglio di
capelli e infatti non mi sbagliavo.
L'acconciatura era disgustosa, ma questa non era la cosa piu' tremenda. La situazione era
gia' di per se' grama , con me abbattuto su una sedia, in cucina , mentre la mia mamma mi
faceva ronzare quell'aggeggio sulla testa , e con i capelli (la mia forza , come Sansone
), che cadevani a sinistra , a destra e giu' per il collo. Poi , all' improvviso , la
macchinetta mi passava sull'orecchio e usciva il sangue.
"Ahio!" gridavo. "Scusa" diceva mia madre , e aggiungeva
"Smettila di agitarti ! Ecco perche' poi ti taglio !"
Era davvero difficile non agitarsi .
Mia madre mi ha rasato in quel modo orribile per cinque anni . Sapevo che in ogni momento
poteva staccarmi un orecchio e per questo cercavo sempre di svicolare. Tutti i miei
dimenamenti l'avrebbero innervosita , e di certo ancora una volta avrei sentito qualcosa
di acuminato farmi male , e il mio orecchio avrebbe sanguinato di nuovo . "Ahio
!" girdavo , "Mi hai preso ancora !"
Queste ferite mi furono inflitte per un paio di dozzine di volte nell' arco di cinque anni
, che e' tanto , se ci pensate . E se ci pensate ancora un po' scoprirete che e'
dannatamente tanto. Il taglio dei capelli fini' all'eta di tredici anni , quando imparai
ad imprecare. Mia madre mi intacco' l'orecchio e quella volta non dissi "Ahio!".
Quella volta dissi :"#*$@!" Di comune accordo decidemmo che da quel momento in
poi sarei andato da un vero barbiere. Nel luglio del 1967 (ironicamente , l'estate
dell' Amore) ero nei Boy Scouts , e con loro andai in pullman da Portlanda , Oregon , al
Philmont National Scout Ranch , nel New Mexico . Strad facendo un pomeriggio ci fermammo a
Disneyland , ad Anaheim. Saltammo giu' dall' autobus e ci mettemmo in fila , nel
parcheggio , per un'ispezione , con grandi sorrisi sulle nostre facce.
Ci saremmo divertiti !
Il caposcout decise che i miei capelli erano troppo lunghi per Disneyland.
I miei capelli ? Troppo lunghi ? Ma ero un boy scout ! In grande uniforme ! Patriottico !
Capelli corti ! Saluto alla bandiera ! Gah! Era pazzesco !
Cosi' mentre il resto dei ragazzi andava verso Tomorrowland , io venni abbandonato nel
parcheggio Pippo.
Alla fine marciai verso il Disneyland Hotel , dove i miei capelli corti vennero accorciati
ancora un po' dal barbiere dell' albergo.
Appena tornai a casa lasciai i Boy Scout .
"Che cosa?" disse mia madre, "stai diventando un hippy ?"
"No" , risposi con il mio broncio di tredicenne ingrugnato . Si! , gridavo
silenziosamente .
Mi tuffai immediatamente nei Beatles , Frank Zappa , the Fugs , Captain Beefheart , e Jimi
Hendrix . Cominciai a leggere "Il giovane Holden" e cose cosi'. E i miei capelli
iniziarono a crescere.
Improvvisamente la mamma entro' in camera mia con la macchinetta elettrica "Devi
tagliarti i capelli" , mi fece.
"Che hai detto ?" risposi . Con le cuffie dello stereo non riuscivo a sentirla .
Ne derivo' una discussione che fini' con un compromesso. Mia madre sarebbe andata a fare
compere a Beaverton e io l'avrei accompagnata , andandomi a tagliare i capelli dal
barbiere del centro commerciale.
Mi porto' nella bottega del barbiere, e appena entrai sentii che sarebbe andata a finire
male. Il barbiere e due vecchi babbei seduti mi fissarono , poi iniziarono a darsi di
gomito e a ridere, indicando i miei capelli.
Sedetti alla poltrona e presi una rivista . Gli sghignazzi e i mormorii continuavano...ero
in crisi.
Finalemnte il barbiere apri' bocca. "Ehi ,ragazzo " -disse con un ghigno -
"ti daro' cinque dollari se ti fai rapare a zero !"
Non gli avrei lasciato prendersi gioco di me , e cosi' , ricambiando il ghigno , gli
risposi "Ok !"
Rimasi seduto in agonia , col naso sepolto tra le pagine della rivista , ascoltando
ilrumore delle forbici e sentendomi peggio ogni secondo che passava .
Alla fine il barbiere disse: "Tocca a te !"
Mi alzai e avanzai verso dilui , col mento in fuori , spavaldo.
"Torno subito" - gli dissi.
Scappai fuori dal negozio senza voltarmi.
La mamma fu sorpresa .
"Il barbiere ti pagava per tagliarti i capaelli e tu te ne sei andato ?" -
chiese incredula .
"Beh , si' " - gli risposi.
Tornati a casa mi taglio' i capelli in maniera perfidamente corta, e fu magra consolazione
il fatto che non mi rifilo' l'orecchio.
In seguito i miei capelli tornarono ad essere lunghi , smisi di radermi e frequentai
un college pieno di hippy tra i quali mi mescolavo alla perfezione.
I miei problemi con i capelli erano finiti , se si fa eccezione per uno sfortunato
incidente nel 1973 , durante un viaggio in Europa.
Era filato tutto liscio finche' , in Soagna , non saltai su un traghetto per il Marocco e
venni fermato al confine da una guardia .
"Hippy !" - mi disse " returnatene en Spagna !"
Tornai in albergo , presi un paio di forbici e sotto una lampadina da dieci watt,
davanti a un piccolo specchio scuro e scheggiato , mi feci il peggior taglio di capelli di
tutti i tempi. Mi affettai anche un orecchio .
"#*$@!" - dissi .
La mattina seguente tornai al confine marocchino . Li' presentai la mia zucca sfregiata e
la guardia mi squadro' dall' alto verso il basso .
"Hippy !" - mi disse " returnatene en Spagna !"
Quando tornai a casa , a Portland , mia madre disse :"Per una volta che avevi una
bella acconciatura !"
In segutio , negli anni Ottanta , mi disse anche : "Perche' non ti togli quella barba
? Sembreresti piu' pulito ."
Negli anni Novanta ha smesso di tormentarmi.
Uh-oh . Mi sono appena reso conto di una cosa. Non ho ancora spiegato perche' i capelli di
Bart sono cosi' a punta . Beh , in un modo o nell'altro spero di averlo fatto !
Matt