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"Sestola è un paradiso!"
Con queste parole si è conclusa la giornata di Sarah, che a stento riesce a ricordare tutti gli incontri della giornata. Sono stati tanti, tantissimi, ma sempre troppo brevi per riuscire a dire quello che si vorrebbe!
Tutto era cominciato al mattino presto, anzi, prestissimo per le tre ragazze che solitamente faticano a svegliarsi dal sonno, ma che questa mattina hanno una spinta "speciale": si parte per Sestola!
Nemmeno il traffico della tangenziale e i numerosi camion incontrati sulla statale riescono a rallentare la loro corsa verso il ritiro dei campioni. Alle 9.30, ormai arrivate al parcheggio del paese, Giusy e Sarah reclamano la sospirata colazione. Sul primo momento Martina non ci sta, ha fretta, vuole andare al campo per vedere i primi esercizi del mattino, per capire che umore regna tra "gli undici", vuole raggiungerli subito, ma poi cede alle suppliche delle amiche a patto di potersi fermare un attimo dal fotografo ad acquistare la nuova foto ufficiale della formazione 98/99.
Indovinate quale foto avrà mai comprato Sarah? Già proprio lui, il biondo vichingo.
Una volta raggiunto il campo di allenamento, "le tre" scalmanate, attendono pazientemente di poter finalmente vedere, capire e vivere l'atmosfera che regna nel gruppo. L'attesa si fa più lunga del previsto. In campo ci sono solo i magazzinieri e alcuni accompagnatori della squadra che giocano ad imitare i loro campioni, segnando orribili gol nati da altrettanto inguardabili passaggi. C'è solo un ragazzo che corre, corre, e corre ancora, seguendo il perimetro del campo. "Le tre" passano il loro tempo a leggere i giornali e a commentare le nuove mosse di mercato: "Oggi a Sestola si attende l'arrivo di Cappioli e Signori" … ma anche questo articolo non serve a suggerire "alle nostre" il nome dello sconosciuto atleta. Ci pensa un bambino della colonia ad urlare: "chi sei tu?" "sono Cappioli"…
Ormai è mezzogiorno, e degli altri eroi nessuna traccia. Si torna in paese per vedere se il Grand Hotel è così inaccessibile come sostiene Martina. Sarah non si rassegna.
Purtroppo la scala di accesso è talmente ripida che da laggiù non si riesce neanche ad immaginare l'interno dell'albergo. Si sente un rumore: "stanno giocando a ping pong" … una pallina scappa rincorsa da un rosso-blu… ma è giovanissimo, è un Primavera. "Chi sarà lo sfidante?" "Le tre" non trovano una soluzione migliore di quella di sfruttare le tecniche orientali che Sarah sostiene possano perfino aiutare a trovare un parcheggio (?!?).
"Le tre" si abbracciano e cercando di liberare non so quali energie, immaginano fortemente la pallina da ping pong che scappa impazzita dal tavolo verde, rotolando a tutta velocità giù per le scale fino ai loro piedi… ed ecco il rumore della pallina che cade, che rimbalza …. Ma non scende. "Uffa! Andiamo a pranzo!"
"Le tre" si siedono a tavola nel loro solito ristorante, stando ben attente a scegliere un tavolino che permetta loro di controllare la strada principale del paese. Non hanno ancora ordinato, che da lontano scorgono i mitici colori. Sono in tre e hanno la tuta ufficiale, non c'è dubbio, SONO LORO! "Ma chi sono????" chiede Sarah "Quello col telefonino è Ingesson, gli altri sono Paramatti e Rinaldi, prendi la biro e andiamo!"
Una volta sedute a tavola, le risate e le battute si sprecano. Sarah è rossa come un pomodoro e pure il gestore del ristorante decide che "le tre" hanno bisogno di tempo per riprendersi e porta loro solo da bere. Martina si ripromette di fare ubriacare l'amica per aiutarla a trovare il coraggio di affrontare il suo idolo mentre Giusy telefona al Pres per descrivergli la mattinata, ride e ci racconta di avere seguito la conversazione telefonica di Ingesson che, in un perfetto italiano, stava minacciando "se ti prendo ti spacco una gamba".
Dopo l'ennesimo bicchiere di vino e un sorbetto alla Vodka, Giusy accompagna "le due" barcollanti amiche verso l'albergo, dove sperano di poter fare nuovi incontri. Detto e fatto: ecco due rosso-blu che si avvicinano. Sarah urla: "uno di loro è biondo, sì, sì è LUI!!!"
Hanno giusto il tempo di appoggiare le borse su un muretto e preparare le biro per gli autografi e le macchine fotografiche. Eccolo.
Mentre Kennet firma la foto, l'amico
Ingesson prosegue decidendo di aspettarlo in fondo alla strada e Sarah
comincia a raccontare di avere fondato un "fan
club" in suo onore. Lo Svedese stupito esclama: "Ah si? E quando mi dai
l'indirizzo?" … "Te lo porto a casa …" e la morettina esplode in
una risatina allusiva.
Lo svedese arrossisce un po', fa per andarsene, ma
lei lo abbraccia e gli chiede di fare una foto.
Giusy si presta come fotografa, ma le macchine vietnamite SEMBRANO semplici da usare… lo zoom si scatena in un balletto frenetico ingrandendo e rimpicciolendo le facce dei due che intanto chiedono: "l'hai fatta?", lui ribadisce "Si, dai che l'hai fatta!!!", Sarah spaventata: "no, no, non l'ha fatta" e Giusy: "qual è il bottone?". Lui "Dai che ce n'è uno solo, premi forte!" (ma che ne sa Andersson delle macchine fotografiche Vietnamite?!?).
Sarah sta per svenire, il suo idolo se ne sta andando con l'amico, e a lei manca il terreno sotto i piedi. Martina la tranquillizza garantendole di essere riuscita a farle almeno tre foto mentre era con l'amato e Giusy telefona al Pres per aggiornarlo sugli eventi. Neanche il tempo di salutare Luca e passa Capitan Marocchi che, dopo aver lasciato l'autografo, consiglia alle due più scalmanate, di farsi trovare verso le 16.30 nello stesso punto, perché da lì passeranno tutti per scendere a piedi al campo. "Ci saremo!!"
Si torna verso il centro del paese, al negozio ci sono nuove foto di Kennet e Sarah riesce ad acquistarne altre tre. Giusy supplica "le due pazze" di concederle il caffettino che le era stato promesso, ma … appena sono sedute al tavolino pronte a far girare il cucchiaino nella tazzina, Sarah urla: "bevi in fretta, lascia stare quel caffè e vieni con me… mi vergogno ……c'è LUI!". Il nostro, si ritrova abbandonato nuovamente dall'amico (che si siede su una panchina qualche metro più avanti), prigioniero tra le grinfie della sua "fan numero uno" come lei stessa continua a ripetergli …
Sarah: "Sai,
ho appena comprato queste tue foto, e vorrei avere la firma con dedica!".
Kennet: "Certo, a chi devo dedicarle?"
Sarah: "a
me! Sarah con l'acca"
Kennet: "e questa per chi è?"
Sarah: "per
me"
Kennet: "e questa?"
Sarah: "per
me"
Kennet: "ancora tu? Non ce la faccioooo!"
(facendo il gesto di svenire)
…
Martina si intromette
"è difficile perché devi scrivere in Italiano?"
Sarah: "puoi
scrivere in Svedese!"
Martina: "così
puoi anche scriverle delle parolacce"
Kennet: "Io non sono cattivo!"
Sarah: "puoi
scrivere in Svedese, ma ricordati che io le faccio controllare!"
Kennet: "Da chi?"
Sarah: "da
uno Svedese"
…
Sarah: "Ricordati
che ho pregato per te, perchè restassi a Bologna"
Kennet: "grazie"
Sarah
(minacciosa): "Queste foto vanno su Internet. A questo punto quando
le vedrai mi dovrai dare una tua maglia che non usi più!"
Kennet (con tono di circostanza): "si, si"
Sarah (sempre
più minacciosa): "GIURA, se no vengo a Casteldebole a cercarti!"
Kennet: … silenzio …
….
Sarah: "ti
ricordi di me? Sono quella che a Casteldebole ti ha portato un mega cuscino
a forma di cuore con la tua foto!"
Kennet (dubbioso): "mah!"
Sarah: "Come
hai fatto a dimenticarlo?"
Kennet (finge?): "ah si, si, mi ricordo!"
Sarah: "Io
sono la tua fan numero UNO, sono venuta apposta, solo per te!"
Kennet (terrorizzato?): "Solo oggi?"
Sarah: "Solo
oggi!"
…
Nel
frattempo Giusy ha preparato un bigliettino
con telefono, indirizzo, e-mail e sito Web del fan club. Martina
si avvicina a Kennet e con tono da "finta disinvolta" gli dice: "Mi sembra
che tu avessi chiesto di avere l'indirizzo del sito del tuo fan club… noi abbiamo
aggiunto qualche altro appunto per trovarlo meglio!". Il nordico ringrazia,
arrossisce e tenta la fuga.
Sarah lo
abbraccia nuovamente e gli ordina: "facciamo una foto mentre mi dai
un bacio"… risposta: "no….dammi tu!"
Le ultime parole di Sarah:
"ricordati che ci vedrai poco, per oggi!"
Sono quasi le 16.00, fortunatamente
"le tre" non fidandosi fin in fondo delle parole del Capitano, arrivano
con grande anticipo all'appostamento. Ed ecco i primi … Magoni, Marocchi, Rinaldi
…
Mentre Tarantino comincia a fare previsioni sul tempo sostenendo che sta per venire a piovere, Mangone ci racconta che i numeri delle maglie non sono ancora stati assegnati e che non si sa come fare per sabato (primo turno di intertoto).
E' il turno di capitan Marocchi, passando davanti alle ragazze rallenta, Martina gli punta contro l'obiettivo della macchina fotografica, il biondo centrocampista non sa bene che fare… ci pensa Sarah a rassicurarlo. "Passa pure, fai finta di camminare!". Risposta: "Ma come faccio?!" … risate generali. Edecco gli altri, Paganin, Paramatti, Mangone, Cappioli, Boselli… TUTTI!
Alle 17.00 inizia l'allenamento e "le
tre" sono già sedute sui gradoni pronte a commentare
ogni giocata, apprezzare i migliori passaggi ed applaudire ogni gol. Praticamente
tutto l'allenamento è focalizzato sui passaggi di prima in condizione
di pressing.
Il primo esercizio vede tutti i giocatori
in cerchio e due al centro a pressare l'uomo in possesso di palla che di
prima se ne deve liberare. Chi sbaglia il passaggio va al centro, subendo
lo sfottò e le risate dei compagni.
In seguito, il gruppo viene diviso in
due, ed entrambi svolgono un esercizio più o meno simile, ma al
centro c'è solo un giocatore a fare pressing.
Dopo un ora si gioca, finalmente,
la partitella a "campo ridotto". Anche qui il mister chiede che si giochi quasi sempre
di prima. Gli spazi sono ridotti e Mazzone continua ad urlare "Giocare
la palla!!!!"
"Le tre"
si appassionano ai passaggi del gigante Klas che dal centrocampo dimostra
di avere veramente una grande intesa con l'amico. Anche Fontolan è
in gran forma e si trova a meraviglia con i passaggi di Igor e Kennet.
Prima di mandare tutti negli spogliatoi, "er" mister ricorda a tutti "Ricordatevi che sabato giochiamo!!! Abbiate pazienza che ora facciamo ripasso!" e si comincia a provare la posizione da tenere sui calci d'angolo e sulle punizioni prima da destra poi da sinistra. Si tira un rigore a testa e poi sotto la doccia. Restano a tirarne ancora Kolyvanov, Fontolan e Paganin.
Sono già le 19, e la Twingo blu
scende verso fondovalle con "le tre" amiche
che ancora ridono ricordando la giornata trascorsa, mentre Sarah
sospira: "Sestola è un paradiso!"