I CAMPIONI ROSSOBLU
GIACOMO BULGARELLI


"Onorevole Giacomino, salute!!"
Gino Villani,
mitico supertifoso del Bologna, accoglieva con questa frase, urlata al megafono, l'entrata in campo della squadra rossoblu, con in testa il suo capitano Giacomo Bulgarelli.
Il grido di battaglia partiva dalla torre di Maratona e rendeva omaggio all'ultima vera bandiera bolognese, ultimo figlio campionissimo del vivaio rossoblu.

Nato a Portonovo di Medicina il 24 ottobre 1940, nella sua intera carriera ha indossato sempre la maglia del Bologna, collezionando 392 presenze in serie A (record assoluto fra tutti i giocatori, nell'intera storia della squadra felsinea) realizzando 43 gol; ha indossato la maglia azzurra della Nazionale per 27 volte, marcando 7 reti complessive.

Centrocampista classico, definito il miglior "interno" del calcio nazionale del dopoguerra, intelligente in campo e fuori, dinamico e ordinato, vero uomo-squadra, non disdegnava di scendere a rete, traducendo in rete le sue giocate geometriche; vero faro del Bologna dal 1959 al 1975.
Diciasette stagioni sempre con la stessa maglia, con la quale ha vinto lo scudetto nella stagione 1963/64, due Coppe Italia (1970 e 1974), una Coppa di Lega Italo-Inglese (1970).

Con la Nazionale ha partecipato a due spedizioni mondiali, in Cile nel 1962 ed in Inghilterra nel 1966 dove il suo infortunio al ginocchio nella gara contro la Corea e la sua uscita dal campo contribuirono non poco all'eliminazione degli azzurri. Partecipò, ventenne, anche alle Olimpiadi di Roma.
Le sue ultime due stagioni calcistiche lo videro protagonista nell'insolito ruolo (per lui) di libero, davanti alla difesa, dove sostituì in maniera egregia Janich.

Il 19 aprile 1959 a soli 18 anni viene impiegato dall'allenatore Foni nella gara interna vinta contro il Vicenza per 1-0; in quella squadra giocavano ancora Pilmark, Vukas e Maschio che Giacomo sostituì proprio in occasione del suo esordio. Le qualità del giovane campione furono subito intuite e si capì che il ragazzo avrebbe fatto strada.
La stagione successiva fu il nuovo tecnico Allasio ad inserire, con maggior frequenza, Bulgarelli negli schemi del centrocampo rossoblu, in coppia con Romano Fogli altra fonte di luce per il gioco del Bologna. (vedi figurina figurina SAIM (1960))

La consacrazione definitiva, tuttavia, è tutta merito dell'intelligenza tattica di Fulvio Bernardini che arretrerà Giacomo al ruolo di interdittore affiancandogli Fogli dietro al fantasista Helmut Haller; un centrocampo unico ed irripetibile al servizio del Bologna che giocava "come solo in Paradiso.."
Nella sfortunata spedizione mondiale in Cile, l'unica consolazione è rappresentata dall'esordio di Giacomino nell'ultima gara contro la Svizzera; in quell'occasione Bulgarelli segnò due reti, fatto di per sé clamoroso per un debutto.

Nel 1962, il 14 ottobre, realizzò una delle 7 reti con le quali il Bologna batté il Modena; fu in quella gara che Bernardini pronunciò la famosa frase "Così si gioca solo in Paradiso"; Giacomo era l'angelo più importante di quella squadra celestiale. (vedi figurina figurina Panini Bulgarelli Stagione 62-63)


Bulgarelli
(Bologna Torino 4-1 - stagione 63-64)
in azione contrastato da Puja (Torino)

Fu per Renato Dall'Ara un figlio prediletto ( lo chiamava "ragassòlo") e Giacomo, tre giorni dopo la morte del suo Presidentissimo, contribuì con una prova gagliarda alla conquista dello scudetto vincendo a Roma lo spareggio contro l'Inter.
Dall'Ara e Bulgarelli; non c'era bisogno di procuratori per firmare il contratto. Bulgarelli non aveva, anzi, bisogno di chiedere nulla e lui stesso del suo presidente ha ricordato: "Dall'Ara amava far fare anticamera nella sede di via Amendola; lunghe ore di attesa prima di poter incontrarlo. Poi parlava di tutto tranne che di ingaggio, salvo chiedere di firmare in bianco e poi di offrire di più di quanto sperato"

Negli anni successivi e fino alla fine della carriera rinunciò al passaggio ad altre squadre (il Milan in particolare lo voleva per affiancarlo a Rivera -vedi foto a lato-) diventando un simbolo e l'ultima vera bandiera per il Bologna.
Nel 1974, in occasione della finale di Coppa Italia contro il Palermo, fu fischiato un rigore (a dire il vero concesso generosamente all'esperienza di Bulgarelli) per un fallo al 90° minuto commesso ai danni di Giacomo. Fu questa furbata del capitano a regalare l'ultimo trofeo, vinto dal Bologna nella sua lunga storia.

Giocò l'ultima partita con il Bologna il 4 maggio 1975, contro l'Ascoli. La giocò, come detto, nel ruolo di libero e quella gara fu l'ultima a vedere in campo un protagonista dell'ultimo scudetto.
Nella squadra rossoblu del secolo la maglia numero 8 è tua, Onorevole Giacomino. Salute.

Gianfranco Ronchi (gronchi@iol.it)