I CAMPIONI ROSSOBLU
GIUSEPPE DELLA VALLE


Il Capitano
Se Badini può essere considerato il primo vero campione del Bologna F.C., senza ombra di dubbio Giuseppe della Valle fu il primo dei grandi bolognesi purosangue che fecero della squadra rossoblu "Lo squadrone che tremare il mondo fa".

Geppe, classe 1899, fratello di altri due rossoblu Guido e Mario, proveniva da una famiglia nobile, laureato in Ingegneria; il suo rango si faceva sentire, eccome, all'interno della squadra.

Vide nascere il Bologna fondato, fra gli altri, anche da suo fratello Guido e partecipò, come spettatore rapito, ai primissimi incontri disputati ai campi della Caprara, nella vecchia Piazza D'Armi.

Giocò nel Bologna dal 1916 (campionati Regionali a causa del conflitto bellico) alla stagione 1930/31 collezionando 208 partite accertate e 103 gol (o porte come si chiamavano all'epoca le reti realizzate); fonti ufficiose parlano di 130 gol fatti, ma il tutto, condito in un'epoca pionieristica, non è riscontrabile nei dati ufficiali.

Vincitore di due scudetti (1925 e 1929) partecipò alle Olimpiadi di Parigi nel 1924, convocato in Nazionale da Vittorio Pozzo che lo trasforma, in quell'occasione, in centravanti puro.
In maglia azzurra giocherà complessivamente 17 gare realizzando sei reti.

Pozzo lo definì "attaccante forte, serio, robusto"; fu grazie al vecchio tecnico che Geppe fu liberato dalla prigionia in un campo di concentramento tedesco, durante la seconda guerra mondiale.

Nel Bologna ereditò la fascia da capitano dal compianto Angelo Badini ed attorno a lui crebbero i vari Schiavio, Muzzioli, Baldi . I suoi duetti con Anzlèin Schiavio rimasero a lungo scolpiti nella memoria; l'allenatore Felsner di lui diceva: "Se Geppe si mette in testa di fare gol, lo fa".

Il più grande apprezzamento lo fece Genovesi, suo compagno di squadra con il quale non si parlava per antichi dissapori, che lo definì insostituibile, richiedendo al gerarca Arpinati di farlo ritornare dopo il suo trasferimento all'Istituto Case Popolari (era Ingegnere), avvenuto nel 1927. Arpinati accontentò Genovesi, facendo ritornare Della Valle (che continuò a giocare più da suggeritore che non da punta) e l'anno successivo il Bologna vinse il suo secondo scudetto.

Fra le sue numerose segnature alcune vanno obbligatoriamente ricordate:

Giocò la sua ultima partita il 26 aprile 1931 a Bologna contro il Genoa; finì 1-1 e la marcatura rossoblu portò la sua firma; in porta nel Genoa giocava Bacigalupo, altra sua "vittima" illustre.

Come Schiavio smise di giocare a 32 anni, ma continuò a prestare la propria esperienza al Bologna per lunghissimi anni, sostituendo anche l'allenatore Nagy, nel 1933 e diventando anche vice-presidente durante il trentennio "Dallariano".

Ricordando quei tempi l'Ingegner Della Valle scrisse: "Bei tempi, allora, colmi di spensieratezza, di promesse, di fratellanza e di entusiasmo. Amici veramente intimi, giocavamo col fatidico motto - tutti per uno, uno per tutti - per tenere alto il prestigio della nostra squadra e per entusiasmare sempre di più una folla che andava ingrossandosi col volger del tempo e col moltiplicarsi degli allori, peraltro tutti morali. Di solito era una coppa, una medaglia, una spilla da cravatta od un paio di gemelli da polso che qualche mecenate donava ai migliori, ma sempre immancabile era il banchetto che ci riuniva a tavola la sera dell'agognata vittoria".

Morì nel 1975.

Giuseppe DellaValle, quarto marcatore di tutti i tempi, dopo Schiavio, Reguzzoni e Pascutti; se in Paradiso c'è una squadra di calcio, una maglia importante di quella squadra la indossa lui, con la fascia da capitano.

Gianfranco Ronchi (gronchi@iol.it)


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