Quella testa bionda 17/10/99


Chi ha la mia età non può non aver avuto il groppo in gola quando è arrivata la notizia della morte di Tazio Roversi. Non è a loro che voglio indirizare questa mia, ma ai più giovani, quelli che non hanno mai visto giocare Tazio.

Roversi ha giocato 341 partite nel Bologna, dal 1965 al 1979, riuscendo anche a segnare un paio di reti. Terzino marcatore, numero 2 per antonomasia, ha accompagnato la mia infanzia, attraversando l'adolescenza fino alla mia maturità, sempre con gli stessi colori. Non ricordo mai nessuno che abbia messo in discussione Tazio; quando si discuteva della formazione per la stagione successiva Roversi era un punto fermo, indiscutibile, alla pari di Franco Cresci. Non altissimo, si occupava dell'ala sinistra avversaria, sempre in maniera corretta, sfruttando il gioco d'anticipo. I suoi tempi erano i tempi di Gigi Riva, con il quale ha sviluppato epici duelli, riuscendo spesso a vincere il confronto. Io me lo ricordo, inconfondibile in campo, con quella testa bionda, più grossa rispetto al corpo, con i capelli lunghi sempre con lo stesso taglio. Io l'immaginavo così anche ora.

Lui ha esordito nel 1965, in una partita vinta contro il Mantova per 4-1; in quel Bologna sostituì Furlanis e giocò accanto a Tumburus, Negri, Pascutti e compagnia cantante. Aveva lo scudetto al petto. E con il Bologna ha giocato per due stagioni con la coccarda della Coppa Italia. (E voglio ricordare il mio Bologna, quello della stagione 1973/74: Buso Roversi Rimbano, Battisodo Cresci Gregori, Ghetti Pecci Savoldi Bulgarelli e Landini) Roversi segnò due gol il primo a Ferrara, contro la Spal, eppoi marcò la rete del 2-2 casalingo contro la Fiorentina nel 69/70; ricordo benissimo quel gol perchè in realtà si trattò di un cross sbagliato, che beffò il portiere viola Superchi. E ricordo bene anche un triangolo prolungato che portò al gol Savoldi in un Bologna Inter 3-0, nel 1973.

Ma lui non era un giocatore dal tocco fine, anche se nel calcio d'oggi potrebbe giocare in interdizione, se è vero che ci gioca uno come Ingesson. Mai una polemica, poche interviste, pochissime apparizioni in televisione, personaggio molto schivo, io non conoscerei la sua voce se non l'avessi conosciuto in un incontro fra le giovanili del Bologna e del Forlì. Giocò la sua ultima partita in rossoblu contro il Perugia, si quello di Bagni. Finì lì la sua carriera in rossoblu, come Cresci. Non venne riconfermato da Perani, suo ex compagno di squadra, che l'anno successivo volle puntare su Spinozzi eppoi su Albinelli. Il Bologna cedette Roversi al Verona, proprio in cambio di Spinozzi. Cresci invece era già stato soppiantato nel ruolo di stopper da Bachlecner. Un Bologna che finì invischiato nello scandalo scommesse.

Ebbene si, mi sembra impossibile che personaggi come Roversi possano morire; io li confondo, nel mio immaginario, con Tex Willer, Capitan Miki e Blek Macigno. Oggi ho saputo di Roversi nell'intervallo della partita con il Piacenza e non sono più riuscito a seguire la partita come al solito; un pezzo di storia del Bologna, un pezzo della mia vita, non erano più. Domenica prossima, ironia del destino, si incontreranno proprio Bologna e Verona le due squadre di Tazio Roversi. Nel minuto nel quale ci si raccoglierà, un lungo applauso unito ad una grandissima commozione unirà tutto uno stadio, teatro delle gesta sportive di un ragazzo biondo, capitano dei nostri colori e di tante nostre domeniche. Tazio, io non potrò mai dimenticarti. Grazie. Gianfranco Ronchi


Eravamo nei primissimi anni '70 ('70? '71? chi se lo ricorda...) quando mia madre mi fece accompagnare per la prima volta allo stadio. Un bimbetto di 10 anni o poco meno allo stadio con la moglie di Francone Janich. Fu uno squallido 0-0 (Bologna-Sampdoria guarda un po') ma quella prima volta allo stadio vidi anche da vicino i "mitici" giocatori negli spogliatoi. Ricordo una scala da cui scendevano dopo la partita. Naturalmente quella piu' riconoscibile era quella di Tazio Roversi. Mi diede un buffetto sulla testa, questo lo ricordo bene. Poi usci' Janich che quel giorno era stato capitano. Mi accompagnarono a casa e in tutto il tragitto non parlai per l'emozione. Fu forse quel giorno che il rossoblu mi entro' dentro e non ne e' piu' uscito. Ciao Tazio. Redd


Se ne è andato un mito dei miei primi anni di tifo rossoblu....di Roversi ho visto gli ultimi anni di carriera, gli anni di Conti presidente, delle salvezze allo spasimo,Tazio giocò fino al campionato 78/79 quello di BO-PG 2-2 tanto per intenderci, credo sia tra i giocatori con più presenze con la maglia del BFC ....è stato una bandiera! Finito il calcio giocato ha allenato nel settore giovanile del BFC....TUTTA UNA VITA CON I COLORI ROSSOBLU.... GRAZIE DI TUTTO TAZIO! Robby


Ho saputo stasera della scomparsa di Tazio Roversi. Sono veramente affranto. E' un pezzo del "mio" Bologna che se ne va. E' segno che il tempo passa, purtroppo. Con questa notizia mi tornano in mente tutte le domeniche durante le quali, noi "cinni" ci recavamo allo stadio ...non erano certo annate trionfali, ma vedere quelle maglie rossoblu' su quello splendente verde del "Comunale" era comunque un'enorme emozione. Loris


Mi associo a tutti voi nel ricordo del mitico Tazio Roversi. Io ho iniziato a seguire il calcio, e quindi il Bologna, nel suo ultimo anno in maglia rossoblu. E nei miei sogni di undicenne Tazio, insieme a tutti gli altri rossoblu' di quell'anno rappresentava l'eroe di una grande impresa: la salvezza, ormai quasi impossibile, raggiunta in quella memorabile partita contro il Perugia. Ora Tazio e' lassu, a giocare altre grandi partite contro i migliori giocatori di ogni tempo, e sono sicuro che anche in paradiso, "ogni attaccante paghera' dazio, quando incontrera' il biondo Tazio". Enea


Che dire? Lo so, è retorico, ma quantomai vero: con Tazio se ne va anche una parte di noi, dei ricordi della mia infanzia come di quella di tutti coloro che a quei tempi erano già tifosi rossoblu. Tazione era una bandiera. Ricordo ancora con quale fascino, consultando l'Almanacco Panini di quei tempi, mi rendevo conto che Roversi aveva fatto parte della rosa dell'anno dello scudetto. Io, per ragioni anagrafiche (sono del 63) mi avvicinai al Bologna alla fine nel campionato 69/70. E Tazio era già stabilmente in formazione. Ricordo la formazione dell'anno successivo, che per alcune domeniche (fino all'incidente di Liguori) dette l'impressione di poter dire qualcosa ad alto livello, rimanendo peraltro imbattuta per diverse domeniche: Vavassori (altro mito scomparso), Roversi, Fedele; Cresci, Janich, Liguori; Gregori, Rizzo, Savoldi, Bulgarelli, Pace. Perani fu reintegrato nel ruolo di tornante, con spostamento di Gregori in mediana, dopo il citato infortunio. Quello fu il primo anno che collezionai figurine che ancora da qualche parte conservo. Di Roversi ricordo un Bologna - Fiorentina 1-1 anno 75/76 (il primo dopo Savoldi). Causa un malinteso tra lui e Mancini (portiere), Speggiorin portò in vantaggio i viola nel primo tempo. Tazio e Mancini si guardarono per alcuni attimi, come per dire "cosa abbiamo combinato". Ho ancora negli occhi la grinta profusa nel secondo tempo da Roversi anche in fase offensiva, come ho ancora negli occhi il suo colpo di testa dalla trequarti (conseguente un rinvio della difesa viola) che liberò Gringo Clerici che infilò proprio sotto l'Andrea Costa il gol dell'1-1 (primo gol di Clerici in quell'anno). Quello di cedere Roversi al Verona, dove andò a ricomporre la coppia di terzini con Fedele, fu uno delle prime operazioni della gestione Fabbretti che mi lasciarono sconcertato, anche se quell'anno gliela perdonai in quanto riacquistò Savoldi, rifilando un Bellugi ormai logoro al Napoli. Roversi è stato anche l'unico rossoblu in nazionale della gestione Valcareggi, che "per principio" dei ns. non ne voleva sapere. Ringrazio Pignax di avermi inviato qell'sms che mai avrei voluto ricevere. Ciao Tazio. Anche grazie a te, oggi il mio sangue è rossoblu, a striscie verticali. Mike