|
Un rossoblù a Madrid
Come molti di voi sapranno, mi sto convincendo che le vittorie del BFC non dipendano tanto dalle azzeccate formazioni dell'unico altro toscano che pare essere gradito a una parte della tifoseria (quando si vince) o dalle condizioni di forma dei nostri, quanto piuttosto dal fatto che io non segua l'andamento delle partite domenicali. Insomma: più sono lontano da fonti di informazione durante lo svolgimento della partita, meglio è. Laonde per cui domenica scorsa, non solo ho scelto un volo che partisse alle 14,30 per tornare dall'Italia a Madrid, ma ho fatto anche in modo che ritardasse un'ora e mezzo, per evitare di arrivare a casa troppo presto (non vi rivelerò come sono riuscito a far chiudere una pista di Barajas). Barajas, per chi non lo sapesse, è l'aeroporto di Madrid. Ora che lo sapete, state tutti meglio, suppongo.
Facciamo un salto indietro, per rivelare un segreto: mio figlio ha deciso che il Bologna è grande e merita tutto il suo affetto da quando ci gioca Baggio. Per il famoso "non importa se il gatto è bianco o nero...", prendo atto, mi rallegro che siano finite le perniciose tendenze rosso e bianco nere degli anni scorsi, confido che abbia raggiunto l'etá della ragione e mi adeguo, per cui il sabato gli compro una maglietta rossoblù col nr. 10 (e scritto "Baggio" il più grosso possibile affinchè non venga scambiata per una maglietta del Barcellona, con i relativi problemi per la sua salute che ne potrebbero derivare...).
![]()
Sbarchiamo per ultimi dall'aereo e usciamo dal finger proprio davanti ai passeggeri che aspettano di ripartire col nostro stesso MD80 per qualche destinazione italiana. Davanti a me va Fausto (mio figlio) orgogliosissimo della sua maglietta rossoblu. Nella fila dei passeggeri in attesa di imbarco osservo strani gesti, quasi di esultanza, che inizialmente attribuisco al sollievo perchè finalmente è arrivato l'aereo. Poi si alzano strane grida di giubilo... pure al dilà del vetro mi rendo conto che stanno gridando qualcosa del Grande Bologna... Un applauso si innalza nella sala d'imbarco... Gli spagnoli, suppongo, non capiscono bene (ma chissene...). Orgogliosi, padre e figlio proseguiamo il cammino e, a testa ben alta, andiamo a ritirare la valigia (poi l'abbassiamo: i nastri di riconsegna mica li mettono sul soffitto, no?) Se qualcuno di voi era all'aeroporto di Madrid il 26 aprile alle 18,30, sappia che siamo contenti di averlo incontrato. E se non c'eravate sappiate che Fausto (9 anni ben portati) ha tenuto in alto i colori del grande BFC anche in terra Hispanica.
E ora - dopo tanta retorica - dovrei raccontarvi come i due violacacchini hanno cercato di minimizzare la sconfitta contro la Samp... e non rispondere ai miei timidi "occhio che vi si chiappa...". Beh, potete immaginarlo. E sennó chiedetemelo, che ve lo racconto
Ciao Giovanni
Lunedì 27 aprile 1998 tratto dai messaggi della mailing list dei tifosi rossoblù