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"Le piccole cause producono i grandi effetti.
Pare che la abbastanza comica tragedia del Campionato di calcio sia dovuta ad
una faccenduola che i cosiddetti giornali seri non hanno rilevato perché
difficilina da narrare. Narriamola noi, spregiudicata gente.
Certi genovesi ben dotati, alla Stazione di Porta Nuova di Torino, non sapendo
più quali ragioni trarre per convincere i bolognesi della loro superiorità
, avrebbero agitato, dinanzi agli occhi sbarrati delle viaggiatrici ed agli
occhi roteanti dei sostenitori bolognesi, certi argomenti sui quali non verteva
invero alcuna questione di supremazia.
I bolognesi, visto che i genovesi suonavano, con quei battagli, le loro campane,
pensarono di sonare le loro trombe. Non erano tromboni, ma semplicemente rivoltelle,
argomenti anche questi di grandissima attualità per insegnare... a vivere;
e fu così che il campionato anziché sul campo, finì in
una stazione...."
"Il Campionato di calcio dell'anno XVII ha chiuso i suoi battenti e nella partita dell'Arena, l'Ambrosiana, già detenitrice del titolo, ha restituito al Bologna, vincitore del Torneo."
"L'applauso affettuoso ai campioni, lo scudetto che qualcuno andava a cucire sulla maglia di Montesanto, mentre Otello arrivava in campo con un grande stendardo rossoblù, purificavano un po' l'atmosfera del tempestoso finale."
"Il 16 di maggio 1982 scrissi:
'E' difficile scrivere con gli occhi pieni di lacrime... non mi
vergogno. Non me ne frega niente se i colleghi ascolani, cercano
di consolarmi. Il Bologna in B no, il Bologna in B non avrei mai
voluto vederlo prima di chiudere una carriera che mi ha dato gioie
e amarezze, che mi ha fatto tremare il cuore sotto mille emozioni.
Lasciatemi piangere su questo povero Bologna che conosce la serie
B dopo settantatré anni di gloria, di scudetti, di trionfi,
di orgoglio.
Adesso il Bologna è come quello straccetto rossoblù
che un tifoso piangente e disperato ha gettato al di là
della cancellata (....) Non sapevo di amare fino a questo punto
quello straccetto rossoblù che ho visto là, in campo
in mezzo alle cartacce e ai rifiuti.'
Il Bologna in B non dovevamo vederlo, e invece era sprofondato,
in quel triste crepuscolo di maggio, nei gorghi di una crisi che
sarebbe durata 6 lunghissimi anni, non lo sapevamo: ma avevamo
il fondato timore che il peggio dovesse ancora arrivare. E infatti...."