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Shakespeare e l'opera lirica
Dal punto di vista dell'appassionato di opera lirica Shakespeare significa un numero piuttosto ristretto di opere:l'Otello e il Falstaff di Verdi innanzi tutto,opere della tarda maturità,fin dalle prime rappresentazioni giudicate capolavori, e ancora il suo giovanile Macbeth,ritoccato però più volte e di cui si conosce correntemente l'ultima versione.Dalla Rossini renaissance in poi si è scoperto l'Otello del compositore pesarese,mai preso troppo sul serio e drammaticamente soccombente rispetto a quello di Verdi,benché indubbiamente interessante come opera rossiniana.
Poi I Capuleti e i Montecchi di Bellini,titolo abbastanza raro ma ripreso varie volte nei recenti anni,ancora il Romeo et Juliette di Gounod,difficile da ascoltare in Italia ma comunque presente nelle discografie e sempre in repertorio in Francia e infine un rarissimo Hamlet di Thomas,di cui l'ascoltatore "medio" conosce solo la pazzia di Ofelia,perché emblema dei soprani di coloratura e al massimo il Brindisi di Amleto cantato da Titta Ruffo (Amleto,sorprendentemente è baritono e non tenore nell'opera di Thomas).Gli appassionati sanno che anche Zandonai ha composto un suo Giulietta e Romeo,uscito però dal repertorio dopo gli anni cinquanta.
Shakespeare dal punto di vista limitato della sua relazione con l'opera lirica,sembra facilmente definibile ma,ad uno sguardo più attento comporta invece una indagine assai ampia sia sull'opera come forma di spettacolo (con le sue regole fisse e le sue convenzioni) che su Shakespeare in generale.
Per valutare quanto di lui ci sia nelle opere tratte dai suoi soggetti bisogna confrontare ovviamente libretti e drammi , ma bisogna anche verificare le sue fonti letterarie,cui spesso hanno attinto le opere liriche più che non a lui stesso,come proclamato in varie prefazioni dai librettisti.
(Un esempio estremo e involontario:nel 1715 il poeta e librettista Apostolo Zeno scrisse un Amleto,musicato da Domenico Scarlatti, ignorando del tutto Shakespeare e il suo dramma,attingendo invece alla stessa fonte,cioé ad antiche cronache nordiche.Benchè in senso stretto questo non abbia attinenza con l'opera e Shakespeare si tratta di una curiosa circostanza e sarebbe interessante poter ascoltare l'opera di Scarlatti dopo tutto ciò che conosciamo del dramma dell'inglese.)
I librettisti poi, che si stimavano poeti tout court ,hanno spesso "migliorato" e "aggiornato",fino allo stravolgimento, Shakespeare (il più celebre librettista dell'ottocento italiano, Felice Romani,nel comporre libretti per Mercadante e Bellini tratti dal poeta inglese, scriveva esplicitamtente che Shakespeare non era addatto al nostro pubblico,perché troppo "bizzarro" e "barbaro" e che pertanto necessitava di adattamenti e modificazioni) e le differenze con gli originali risultano alla fine notevoli.
Queste migliorie si legano strettamente alla diffusione dei drammi di Shakespeare al di fuori dell'Inghilterra ,diffusione che tratteggia una vera e propria storia degli adattamenti/stravolgimenti che dovettero subire i suoi capolavori nelle varie lingue europee, la fedeltà filologica essendo una acquisizione del nostro secolo e non una preoccupazione di traduttori,adattatori,impresari ed attori sia del settecento che dell'ottocento.
Un (noioso) accenno alle fonti letterarie di Shakespeare:
Dei 37 lavori teatrali di Shakespeare ben 33 prendevano le mosse da argomenti già noti al pubblico dell'età elisabettiana.Questo nulla toglie al valore poetico e drammaturgico del "bardo inglese",che però venne da subito accusato di "farsi bello con le penne altrui" come scrive un critico-rivale dell'epoca,ma serve ad inquadrarlo meglio e a comprendere come certi "adattamenti" dei libretti tratti dai suoi lavori in realtà si rifacevano alle fonti del lavoro di Shakespeare.Come autore teatrale Shakespeare cominciò seguendo la moda del tempo ,basata sul gusto e sulla cultura classica grca e latina. La Commedia degli Equivoci (o degli errori,come è spesso chiamata in italiano) è ispirata ad una delle commedie di Plauto,l'autore che con Terenzio veniva letto e recitato nelle università,mentre la commedia farsesca di tipo rinascimentale La Bisbetica Domata ha un intreccio modellato su una allora celebre commedia di Ariosto,i Suppositi .
Per la sua prima tragedia,il Tito Andronico,Shakespeare si rifà a Seneca che allora era riconosciuto maestro di stile e di forme tragiche (nell'Amleto Polonio fa l'elogio di Seneca e Plauto quali autori grandi nei due generi della commedia e della tragedia).Il Sogno Di Una Notte Di Mezza Estate è pieno di riferimenti alle Vite di Plutarco,a Chaucer (l'autore di Racconti di Canterbury),a Ovidio e Apuleio.Il dramma storico Riccardo II è tratto dalle Cronache di R.Holished e di Jean Froissart,cronista francese che visse alla corte inglese.La tragedia d'amore Romeo e Giulietta,narrata già da Matteo Bandello (celebre novellista italiano da cui Shakespeare ricavò gli argomenti anche per Molto Rumore Per Nulla e La Dodicesima Notte) era già stata ripresa da un poema inglese di A.Brooke,a cui Shakespeare attinse,superando però tutti i modelli e facendone una delle più grandi storie d'amore di tutti i tempi.I drammi storici Re Giovanni ed Enrico IV erano tratti da cronache dell'epoca,ma Shakespeare vi introduce il personaggio di Falstaff,in parte il "miles gloriosus" della commedia latina,vale a dire il tipo di soldato sbruffone e millantatore,in parte incarnazione del mondano,del carnale,del peccaminoso ma con uno spirito e una arguzia impudente tale da accattivarsi la simpatia incondizionata del pubblico.Nell'Enrico V Falstaff viene fatto morire, addirittura fuori scena, perché con la sua simpatia distoglieva dalle imprese eroiche del re,che Shakespeare intendeva esaltare.L'amara commedia Il Mercante di Venezia è ispirata ad una novella di Giovanni Fiorentino (secolo XIV),intrecciata con la storia dei tre scrigni tipica della novellistica orientale.La gradevole commedia Molto Rumore Per Nulla deriva da versioni della storia di Ginevra e Ariodante raccontate da Bandello e Ariosto e, per il personaggio di Beatrice,dal Cortegiano di Castiglione,già conosciuto in traduzione inglese.La commedia Come Vi Piace è tratta dal romanzo pastorale Rosalinda,del 1590,di Thomas Lodge.
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