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APPUNTI DI STORIA DEL LIBRETTO
Il melodramma delle origini
I primi libretti furono scritti da poeti già celebri come tali (Rinuccini,Striggio,Chiabrera) e si basarono sul genere poetico della "favola pastorale" i cui punti di riferimento erano all'epoca le opere poetico/drammatiche di Tasso (Aminta,La Gerusalemme liberata),di Poliziano (Orfeo) ,di Guarini (Il pastor fido) e dei riscoperti  poeti greci e latini. In moltissimi casi i versi dei primi libretti non sono che libere traduzioni di analoghi versi di Teocrito,Ovidio,Orazio,Virgilio.I primi personaggi del melodramma furono divinità,semidei,eroi,personaggi mitologici cui con meno offesa per il realismo si poteva attribuire un modo di esprimersi certamente non comune (parlare cantando).Lo stile vocale dell'opera delle origini fu detto "parlar cantando",una sorta di recitazione intonata e accompagnata da strumenti, e il testo poetico vi aveva una importanza  ben superiore a quella musicale in senso stretto,basti pensare che l'orchestra dell'Euridice di Peri e Caccini (la prima opera pervenutaci) era costituita solo da un clavicembalo,una lira,un liuto e una chitarra ed era nascosta alla vista degli spettatori.Musicalmente  il melodramma bandiva la polifonia (diverse linee melodiche intrecciate e sovrapposte) a favore della monodia (una sola linea melodica sia per i  singoli cantanti che  per i cori) e questo  proprio per favorire la comprensione del testo.
Che il libretto avesse esigenze particolari e diverse dagli altri generi letterari fu chiaro fin dall'inizio,ecco,per esempio,cosa proclama la prefazione al testo della Rappresentazione di anima et di corpo di Emilio de'Cavalieri (1600) : "Il poema non dovrebbe oltrepassare settecento versi e conviene che sia facile et pieno di versetti non solamente di sette sillabe,ma di cinque e di otto,et alle volte in sdruccioli;e con le rime vicine,per la vaghezza della musica,fa grazioso effetto.E ne' Dialoghi le proposte e le risposte non siano molto lunghe;e le narrative d'un solo siano più brevi che possano.E la varietà de'personggi non ha dubbio che arricchisce la scena di molta vaghezza..."
Vi erano cori e danze,recitativi e brani intonati.Il contenuto generale era nobile e certamente rarefatto.
La prima opera -la cui musica è andata perduta- fu la Dafne di Ottavio Rinuccini,musicata da Jacopo Peri,favola drammatica tratta dalle Metamorfosi di Ovidio,che appare anche come personaggio, per porgere un breve saluto augurale all'inizio del dramma.Il contenuto vuole esaltare l'Amore e la sua potenza.Rappresentata a Firenze in casa del conte Bardi nel 1594, mette in scena Amore che  offeso da Apollo lo fa innamorare della ninfa Dafne che però gli sfugge e  che vedendosi raggiunta chiede aiuto agli dei  che la trasformano in una pianta:l'Alloro.Le vicende sono per lo più narrate da personaggi e non agite in scena.
Il Barocco
Questa nuova forma artistica ebbe un successo grandissimo nelle corti dei signori italiani (Firenze,Mantova,Ferrara) e alla corte papale di  Roma.In occasione di feste,matrimoni ,celebrazioni si allestivano melodrammi e la quantità non potè che riflettersi sui contenuti poetico-drammatici che cominciarono ad accostare agli  elementi tragici quelli comici, ai celebrativi ( in definitiva questi melodrammi erano commissionati da nobili che intendevano autocelebrarsi) quelli più vicini al quotidiano.
L'estetica di base attinge al barocco letterario e figurativo,all'estetica  del "meraviglioso",fatta di passioni forti,prodigi,sorprese, moltiplicazione dei personaggi in tante coppie di amici,nemici,amanti corrisposti e no.L'apparato scenico prende  una importanza decisiva per l'attrazione del pubblico.L'importanza del testo viene progressivamente ridimensionata per evidenziare soprattuto la musica e il canto,anzi il virtuosismo sia degli strumentisti che delle voi,ma rimane comunque un elemento importante per la conoscenza dei personaggi e della trama.
La grande diffusione dell'opera -con la nascita dei teatri pubblici a pagamento,il primo dei quali,il San Cassiano,fu aperto ,a Venezia nel 1637 da due lungimiranti artisti :il musicista e librettista Benedetto Ferrari e il musicista e cantante Francesco Manelli-portò alla affermazione di una vera e propria professione del "librettista" e un allargamento dei generi letterari e quindi dei contenuti.I libretti venivano stampati e venduti la sera delle rappresentazioni assieme ad una candela.Un altro grande teatro veneziano il Grimani,inaugurato nel 1678 presenta quella che sarà la tipica disposizione dei teatri d'opera:cinque ordini di palco con 35 palchetti,riservati all'aristocrazia e ai borghesi,la platea,senza sedili o poltrone -per ospitare anche altri tipi di intrattenimento- venduti a tutto il pubblico pagante senza distinzioni di ceto,l'orchestra,situata in platea ,il palcoscenico.Tutto riccamente illuminato e decorato.L'opera si rappresenta solo in certe stagioni,a Carnevale,da Pasqua fino all'estate,in autunno fino all'Avvento.In Quaresima e nel periodo natalizio gli oratori rimpiazzano l'opera.
Gian Francesco Busenello con il testo della Incoronazione di Poppea,musicato da Claudio Monteverdi-vero padre del melodramma- introdusse per la prima volta nell'opera il genere storico,mettendo in scena personaggi come Seneca,Nerone e la sua corte.
I librettisti del '600 introdussero,in accordo con i musicisti,le convezioni formali che diventeranno tipiche del melodramma,come la differenziazione tra recitativo (il dialogo in cui si sviluppa la vicenda dell'opera) e aria (un momento melodico di "espressione" dei personaggi) che illustrava di volta in volta una gamma ampia di sentimenti e situazioni (furore,gioia,tristezza,sonno ecc). La musica,ampliando ed arricchendo l'orchestrazione contribuisce inoltre ad una forte caratterizzazione dei personaggi e delle vicende.
La drammaturgia del Barocco si basava su intrecci complicati e vicende parallele che coinvolgevano molti personaggi, mescolando senza distinzione di importanza elementi seri ed elementi comici.Contenutisticamente vengono attinte vicende e personaggi sia mitologici,che pseudostorici e letterari di tutte le epoche.Le sedi principali dell'opera in questo periodo sono Venezia,Roma e Napoli.L'opera francese,alla cui origine vi è il fiorentino Giovanni Battista Lulli (1632-1687),poi francesizzato in Lully,nasce alla corte del Re Sole e può vantare fin da subito collaborazioni letterarie illustri,se si pensa che Lulli per le sue tragedie liriche collaborò con Molière,Corneille e Quinault,i maggiori autori di teatro che la Francia del XVII secolo conobbe.In Francia si parte però da una forma detta opéra-ballet per la grande importanza attribuita appunto alla danza,importanza destinata a durare fino all'opera dell'ottocento anche se ridimensionata ed affiancata da spettacoli esclusivamente di balletto.
Il settecento
La tendenza razionalistica del '700 portò ordine distinguendo nettamente il melodramma,serio e senza divagazioni d'altro genere, dall'opera buffa.Campioni della librettistica dell'opera seria furono Pietro Metastasio e Apostolo Zeno che attinsero a soggetti storico-mitologici,operarono una semplificazione dei personaggi,di cui ridussero il numero rispetto al periodo barocco e concentrarono l'attenzione drammatica sulll'aspetto psicologico e conflittuale degli eroi messi in scena.
Nacque così una tipologia varia e interessante ma rigida che, se da un lato diede al pubblico certezze,riferimenti linguistici e drammaturgici precisi, prestò in seguito il fianco a critiche di poca vitalità e di immobilismo contenutistico.
L'opera comica , godette fin dall'inizio di maggiore libertà nella scelta di personaggi "popolari" e borghesi e nella descrizione di situazioni grottesche ma anche sentimentali, attingendo al romanzo realistico tipico del secolo dei lumi.Per merito di Goldoni,che compose un centinaio di libretti,di Giovanbattista Casti,di Giovanni Bertati e di Lorenzo da Ponte - che collaborò tra gli altri con Mozart- il genere comico attinse vette artistiche elevatissime,sottintendendo una critica sociale facendo da specchio della società settecentesca.Dal punto di vista musicale l'attenzione si concentrò sulle prodezze dei cantanti,i "virtuosi",in particolare soprani e castrati,che destavano nel pubblico fenomeni di vero e prorio fanatismo
Un grande dibattito culturale sul ruolo del testo nell'opera -tanto spesso soverchiato della musica da divenire puro pretesto per esibizioni musicali,anzi vocali,portò ad un maggiore equilibrio tra parola e musica e a tentativi di riforma del melodramma stesso con i libretti che Ranieri De'Calzabigi scrisse per le opere di Gluck.

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